Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post

domenica 29 marzo 2009

Sunday Videos #6

Carissimi,

puntuale come il Capodanno, magico come il Natale, variabile come la Pasqua, goloso come il compleanno, per pochi intenditori come l'onomastico, torna l'appuntamento settimanale con i Sunday Videos!

Domenica prossima sarò a Milano, per dare il via - invero dalla sera precedente - a una lunga staffetta eno-gastronomica che mi accompagnerà sino alla ripartenza mercoledì 15. La prospettiva di una parentesi italiana mi mette di buon umore, anche se qui davvero mi sento proprio bene e già peno all'idea di salutare a metà maggio gli amici e di lasciare Oxford nel pieno della primavera.

Mi sento a casa, appunto, e inizio a combinare qualche pasticcio linguistico quando parlo in italiano. Oggi, ad esempio, ero a Cardiff con un amico che fa il dottorato in Irlanda e ho detto «L'altra sera ho avuto cena con...». Un minuto fa ero al telefono con mia madre e le ho detto: «Cardiff attualmente dista da Oxford...». Prima ridendo con i miei vicini italiani per un loro aneddoto ho esclamato «Realmente?!». Spero di non finire come il mio amico Patrick (qui da sette anni, per essere onesti) che di solito il lunedì mi chiede «Il weekend è stato eccitante

In ogni modo, errori di comunicazione capitano a tutti, anche ai migliori.
David Letterman, il famoso showman americano che ha ispirato tanti (primo fra tutti Daniele Luttazzi), tiene il venerdì sera una rubrica chiamata Great Moments in Presidential Speeches. Ovviamente, i picchi toccati dal buon vecchio W. sono solo sfiorati dai suoi predecessori, che però non scherzano! Ecco il link.

La realtà diventa presto finzione, e qualcuno si è fatto prendere la mano, simulando una conversazione tra W. e Condi... Mi ricorda un gioco di parole al centro di una scena del film Rainman, nel quale Dustin Hoffman si chiedeva "Chi gioca in prima base?", e la risposta era che vi giocava un cinese di nome "Chi". Sicuramente in inglese si basava sull'omofonia di "Who" e "Hu". Qui il link.

Infine, restando su temi politici, un piccolo assaggio del "pacato ed educato" dibattito politico britannico, molto simile a una soap opera, con tanto di risate fuori campo... Qui il link.

Chiude la sezione settimanale il consueto appuntamento sportivo. La mia coinquilina polacca mi ha parlato sognante dei successi della sua nazionale di pallamano, sport che - insieme con la pallavolo - spopola dalle sue parti. Ecco il link.

Buona settimana a tutti!!
Gigi

p.s.
Guardate che pubblicità compare su youtube di questi tempi... Link.

mercoledì 18 marzo 2009

Note folkloristiche - parte terza

Carissimi,

con questo post torno ad indossare le vesti dell'esploratore delle micro-culture della vita d'Oltremanica. Negli ultimi tempi, ho raccolto tanto di quel materiale da poter riempire interi server (la metafora è ardita, ma l'era cibernetica impone la ricerca di nuovi modi di dire).

Partiamo subito!

Lingua e cultura.

Com'è noto, cultura e linguaggio intrattengono una strettissima relazione, riflettendosi l'una nell'altro e condizionandosi a vicenda. Vi sono concetti inesprimibili in un'altra lingua e sfumature inafferrabili, come ben sa chi si cimenta sul serio con l'impresa della traduzione.
Si può imparare tanto prestando un po' di attenzione alle espressioni tipiche della lingua di un popolo, e io sono particolarmente rapito da alcune di quelle inglesi.

Prima una parentesi. Ho letto di recente che, nell'immediato secondo dopoguerra, alcuni linguisti pubblicarono uno studio nel quale individuavano il cosiddetto Basic English, una versione liofilizzata dell'anglico idioma composta di soli 850 vocaboli. Ricorrendo a questi soltanto, si argomentava, è possibile comunicare qualunque informazione.
Questo, a fronte dell'evidenza che l'OED - l'Oxford English Dictionary, ora consultabile gratuitamente anche online - annoverasse al tempo circa 600.000 voci correnti.

Ma torniamo ad alcune espressioni inglesi che mi appassionano alquanto.

Capita molto spesso di sentire un modo di dire che mi fa davvero sorridere. Gli inglesi, infatti, non amano sottolineare la loro disorientata estraneità a qualcosa ricorrendo semplicemente a espressioni come "I don't like it" o "I'd rather not", ma preferiscono ricorrere a un più icastico It's not my cup of tea!

E cosa dire, allora, di quando al posto di asserire semplicemente "that's unfair!" (espressione comunque che va per la maggiore) esclamano un That's just not cricket!

Per non tacere di quando, consegnate al grezzo proprietario di un pub le monete contate per pagarsi da bere, ci si sente rispondere con un inaspettato Lovely!

L'altra sera mi sono sbellicato dal ridere quando un amico mi ha detto che presto avrebbe inaugurato casa e mi avrebbe invitato. Quando ho realizzato l'housewarming di cui parlava non aveva niente a che fare con l'impianto di riscaldamento tutto è tornato più chiaro - anche se non posso non interrogarmi sul motivo per cui questo popolo chiami così il primo invito nella nuova casa...perché eccezionalmente la si riscalda? perché il calore umano degli amici dà una mano? mistero...

Fuori da ogni mi compresione, infine, è il fatto che uno non si dica semplicemente "sad", ma - specialmente se la propria squadra di calcio ha perso - si definisca as sick as a parrot.


Piccole e grandi regole


Gli inglesi osservano scrupolosamente un gran numero di regole e divieti, tutti come noto preceduti da un cordiale Please. Al di là dei divieti più bizzarri, trovo molto indicativa della mentalità inglese la serie di divieti che inizia con le parole It's against the law...
La mia personale interpretazione è la seguente: il popolo inglese si ritiene da tradizione un campione delle libertà individuali; perciò, scrivere che qualcosa è illegale dovrebbe richiamare con efficacia all'attenzione del cittadino la forza del divieto.
Gioele Dix qualche settimana fa ci ha fatto solo immaginare quali effetti nefasti potrebbe causare l'affissione in Italia di un cartello che inizia in quel modo...

A ben vedere, però, pur considerandosi i paladini delle libertà individuali, nella realtà dei fatti gli Inglesi sono ora un popolo controllato oltre ogni misura e in preda a una security crisis.
Non c'è strada, non c'è locale, non c'è mezzo pubblico che non sia osservato dai CCTV (telecamere a circuito chiuso, anche su tutti i bus!) e che non sia tappezzato di divieti.

Ieri si disputato il match Italia vs. Francia di rugby. Con qualche amico ero al pub a vedere la partita e i proprietari hanno chiamato la polizia perché c'era un immigrato brillo che chiedeva l'accendino agli avventori, senza arrecare a dire il vero alcun problema.
Nel giro di pochi minuti si sono presentati quattro poliziotti (tra i quali un'inattesa poliziotta velata - l'immigrato era di origine musulmana) e, dopo qualche accertamento, fra lo stupore (nostro) e la più assoluta tranquillità (degli autoctoni), è stato portato fuori dal locale in manette... E così ho assistito al mio primo arresto in diretta.

Lasciando da parte gli inquietanti e ossessivi divieti (e i fermi immotivati), vi sono altre infinite piccole regole e consuetudini locali che offrono esempi più simpatici del carattere e del costume britannici.

Al supermercato, ad esempio, nessuno si permette di appoggiare le proprie cose sul nastro della cassa senza aver prima disposto l'apposito divisore. Inglesi e internazionali (appena arrivati o sgarbati) si riconoscono infallibilmente per questo piccolo gesto, oltre che per le reazioni suscitate dalla violazione di questo precetto dell'etichetta locale.

Per strada gli automibilisti reclamano senza sconto alcuno ogni loro diritto, salvo poi inchiodare se un pedone, anche all'ultimo, pensa anche solo lontanamente all'ipotesi di - un giorno, forse - attraversare la strada.

La consuetudine più bella resta la campana suonata alle 23.00 nei pubs che segnala l'ultima possibilità di ordinare da bere. La dimensione del pub mi piace moltissimo: non abbiamo in Italia alcunché di simile, se non solo lontanamente. I pubs qui sono dei locali in cui si trascorre piacevolmente il tempo, quale che sia lo status sociale o economico, l'età o - da qualche decennio - il sesso e...il grado di alchool addiction! La domenica si gioca il big quiz, si leggono i giornali, si possono usare tanti giochi da tavolo.
Spiegavo a Louise, la signora con cui converso una volta alla settimana, che in Italia ci sono locali indirizzati specificamente ad alcune fasce d'età o di reddito, e che chi "si trova fuori posto" viene guardato con un certo sospetto.

Politica

Chiacchierando con i miei amici inglesi, tutti dottorandi e generalmente colti, resto sempre stupito dalla loro ignoranza politica.
In generale, gli Inglesi che non studiano Storia all'Università dimostrano una certa ignoranza rispetto ai corispettivi italiani.
Ma quello che mi lascia molto colpito è il loro disinteresse al dibattito politico. Possono sapere qualcosa sulle politiche finanziarie, ma per il resto brancolano abbastanza nel buio.
Commentando il fatto che in Italia, la mattina al bar o in pausa pranzo, parlo sempre di politica con i miei amici, i colleghi di qui hanno dato la seguente interpretazione: che noi ne parliamo ogni giorno perché ci chiediamo "Oggi chi è al governo?", un po' come fanno loro con il tempo atmosferico qui...

Ultimamente, sull'onda della crisi finanziaria, qui avvertita - qual è di fatto - come devastante, sta però tornando al centro dell'attenzione il tema pro or against UE.
I miei amici inglesi mi dicono che ora loro iniziano a sentirsi favorevoli all'ingresso nell'Unione, ma sono mossi soprattutto da ragionamenti di interesse economico.
E così affiora che il splendido isolamento inglese è davvero parte del loro DNA: Henry, che studia filosofia contemporanea tedesca e francese e ha speso molti mesi in Continente, dice che gli Inglesi si sentono poco europei prima di tutto geograficamente.

Mi fermo qui. Mi sono fatto prendere la mano e ho detto la metà delle cose che avevo pensato di raccontarvi. Sarà per la prossima!

Oggi è anche domenica, giornata di video. Ve ne propongo uno solo, che avrete visto, ma che non posso evitare di riproporvi: qui il link.

Buona settimana amici e a presto,
Gigi

domenica 8 febbraio 2009

Sunday Videos #2

Carissimi,

come promesso, ecco di nuovo una piccola selezione di video spassosi per un po' di sano relax domenicale.

La settimana è stata densa, infatti: il viaggio in auto da Milano assai impegnativo, il rientro qui molto produttivo e al contempo molto piacevole, nonostante la reazione impanicata - assai divertente, a ben vedere - dei britannici per poco più di dieci centimetri di neve.

Mercoledì mattina, sotto una lieve nevicata, la città era silenziosissima e non c'era quasi nessuno per strada. I pochi erano impegnati a fotografare le guglie innevate o, altrettanto spesso, a lanciare palle di neve.

Gli inglesi si sono rivelati dei gran giocherelloni!
Gli autisti dei bus in pausa hanno improvvisato in pieno centro una battaglia, trincerandosi dietro le auto e spesso colpendo i passanti.
Alcuni studenti si sono nascosti dietro i merli dei loro colleges, aspettando l'occasione propizia per scaricare sulle teste dei passanti ignari massicce dosi di neve!
Pupazzi sono sorti un po' ovunque.

Il sistema dei trasporti ha subito notevoli disturbi: non tanto in Oxford, dove le strade e i marciapiedi vengono puliti continuamente; piuttosto, in direzione di Londra, quasi impossibile da raggiungere a causa della pessima viabilità.
Un amico di amici ha impiegato 13 ore per raggiungere Oxford da Gatwick.
Un ragazzo che ho conosciuto ieri sera ha rinunciato ad andare a una conferenza a Londra e a metà strada ha cambiato bus ed è tornato indietro. Nella cittadina dove è sceso si è imbattuto in due persone che si aggiravano con gli sci di fondo ai piedi...

Ma bando alle ciancie!
La ricerca dei video non è stata semplice: avrei voluto farvi vedere due pubblicità progresso che vengono spesso trasmesse dalle emittenti inglesi.
Nonostante le lunghe ricerche, tuttavia, non sono ancora stato in grado di trovarle: una è contro l'abuso di alcool, l'altra contro il crescente abbandono degli studi universitari.
Ma non mi do per vinto e chissà che non mi riesca per la prossima settimana: sono davvero notevoli!

La ricerca però non è stata infruttuosa: inizio, dunque, a presentarvi altre due pubblicità progresso inglesi.

La prima fa parte dell'insistente campagna televisiva contro il consumo di tabacco, che qui, nonostante le sigarette siano notoriamente molto care, è decisamente diffuso.
La trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=-GfyKfcijDA

La seconda è un buon esempio di pubblicità progresso inglese rivolta contro l'uso di cocaina (e al contempo a favore della protezione degli animali).
La trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=5bdwTnf8UX4

Indugiando sulle pubblicità, per un qualche strano collegamento sinaptico sono andato a cascare sui vecchi filmati di Guzzanti nelle vesti di Vulvia, l'impacciata annunciatrice di Rieduchescional Ciannel! Ce ne sono diversi online, tutti davvero spassosi.
Ne trovate qui uno, per incominciare: http://www.youtube.com/watch?v=j0Gx0eCJoWU

Non poteva mancare anche questa settimana un appuntamento musicale. Questa volta è il turno del Duetto buffo di due gatti di Rossini, nell'interpretazione di Monserrat Caballé e Monserrat Marti.
Lo trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=0jsqnnIzohA

Infine, alla luce dell'enorme successo riscontrato dal precedente video sportivo (il mago del biliardo), torno sul tema delle spectacular sport skills con il seguente "balletto" di due maghi del ping pong.
Lo trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=vtouua5mktc

Un abbraccio e a presto per aggiornamenti.
Buona domenica!
Gigi

p.s.
Nella sezione foto, un nuovo album contenente alcuni scatti della neve a Oxford. Purtroppo la luce era terribile. Ma mi sono inerpicato in cima al campanile di St Mary's Church, su High St, per immortalare la città dall'alto!

domenica 25 gennaio 2009

Sunday Videos #1

Carissimi,

in questi giorni di intensa attività neuronale, non solo mi sono venute grandi idee (...), ma soprattutto ho cercato di procurarmi occasioni di ristoro per la mia testa non avvezza a tali ritmi di lavoro!

Frutto del cocktail di grandi idee e ricerca di sollazzo è la decisione di inaugurare una rubrica settimanale dal titolo Sunday Videos. Scelta generosa, la mia, che comporterà - come potete ben immaginare - una faticossissima selezione del materiale durante tutta la settimana. Ma per voi questo e altro.

Al fine di farvi subito affezionare alla gaia ricorrenza, quest'oggi vi offro tre succulenti filmati.

Il primo è un capolavoro di di Gioele Dix, indicatomi in questi giorni da colui che per ora chiamerò L'uomo che abita in fondo all'orto.
Si tratta di un pezzo di bravura di una decina di minuti, nel quale Dix legge, interpreta e sublima il cartello quadrilingue affisso sui finestrini dei treni. Un pezzo davvero ben riuscito, nel quale Dix ricorda il Gassman lettore delle bollette della Sip.
Qui il link: http://it.youtube.com/watch?v=TJzVX3CZ2XI

Il secondo filmato riprende il mitico complesso dei King's Singers, intenti nel eseguire a cappella l'Ouverture del Barbiere di Siviglia. Tra eccezionali doti canore e humor a tratti irresistibile!
Qui il link: http://it.youtube.com/watch?v=Oio1G-7aopo

Terzo e ultimo filmato per gli amanti delle imprese più ardite: il sedicente mago del biliardo all'opera.
Qui il link: http://it.youtube.com/watch?v=3dLoKmabpwA

E con questo è tutto.
Buona domenica e a presto!
Gigi